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Sibillini, infinita bellezza! Giorno 1 – GOLA DELL’ INFERNACCIO

Buongiorno a tutti amici viaggiatori!!

Sempre per la rubrica Travelling and Visiting, ho deciso di condividere con voi anche la nostra mini vacanza di tre giorni nei Sibillini, nel sud della Regione Marche fatta a Ferragosto 2016. Ho aspettato prima di condividere questi post, perchè come penso saprete, pochi giorni dopo il nostro ritorno quelle zone sono state colpite da un terribile terremoto. Non mi sembrava il caso di parlarne allora in questi termini. Ora sembra che l’emergenza stia piano piano rientrando e, anzi, proprio quelle popolazioni che vivono molto di turismo, hanno bisogno più che mai che i viaggiatori vadano e vivano le loro montagne, per far ripartire l’attività!! Ecco che, allora, vi faccio vedere un po’ quello che abbiamo visto noi con la speranza di farvi venire un po’ di voglia di andare anche a voi!! Ovviamente in alcuni punti ancora qualche sentiero ad oggi potrebbe essere interdetto e in fase di sistemazione. Vi lascio come al solito tutti i link per poter monitorare la situazione e tenervi informati.

Mi piace anche che questo post esca alla fine del #ripartiamodaisibillini, il tour nel parco dei Sibillini fatto dagli Igers Marche questa settimana per promuovere quelle zone.

Io e mio marito avevamo voglia di una fuga wild in campeggio libero e quindi, armati di cose essenziali e risotti liofilizzati, abbiamo deciso di spostarci nel Parco Nazionale dei Sibillini e girarcelo un po’ a piedi. Oggi vi racconterò il primo di questi tre giorni.

PRIMO GIORNO – NELLA GOLA DELL’ INFERNACCIO E EREMO DI SAN LEONARDO

Siamo partiti alla buon’ora con l’auto piena di attrezzi da campeggio e siamo arrivati appunto nella zona chiamata GOLA DELL’INFERNACCIO, a pochi passi da Montefortino e Rubbiano. La giornata era splendida, con un sole meraviglioso ed un celo celeste intenso. Impostato il navigatore, siamo arrivati proprio al parcheggio di Rubbiano, dove abbiamo lasciato l’auto e da dove parte il sentiero per la gola. Sia io che mio marito eravamo già stati lì da piccoli, quindi i ricordi erano tutti sbiaditi. Non immaginavamo di trovarci di fronte a tutta questa bellezza!!

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La prima parte del percorso scende per un brevissimo tratto e poi risale leggermente passando, appunto, tra le gole, e costeggiando il fiume Tenna. L’aria è fresca, pulita dall’acqua zampillante del torrente, che a volte crea delle cascatelle naturali. La natura è verdeggiante e quasi primitiva. Alcune parti di sentiero sono umide e occorre avere delle scarpe con un buon attrito per non scivolare. Lo scenario complessivo è davvero suggestivo, dove ogni curva nasconde qualche grotta da scoprire.

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La seconda metà del percorso invece, è in salita (ma tranquilli, molto dolce e molto fattibile da tutti) e si ritorna piano piano in vetta alla luce del sole, fino a sbucare al famosissimo Eremo di San Leonardo.

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Questo eremo è diventato famoso perchè Padre Pietro Lavini, un fraticello visionario, anni fa decise di lasciare la sua comunità perchè chiamato a costruire un eremo in cima al monte. Da solo, sfidando fame, freddo e altre intemperie, riuscì nella sua impresa, costruendo con dei mattoni questa suggestiva chiesupola. Padre Pietro è morto nel 2015, ma oggi è davvero suggestivo arrivare, entrare nella chiesina e sentire le sue parole e il suo racconto dalla piccola tv appoggiata sopra una sedia, che ti accoglie. Davvero sembra che il fraticello ti stia accogliendo. Attualmente, il portico ospita anche una bellissima mostra fotografica del frate al lavoro.

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Da lì, dopo aver mangiato ed esserci riposati, abbiamo proseguito per le Cascatelle, una sorgente nascosta nella vegetazione sibillina. Non ci sono indicazioni, la strada inizia dietro la fonte d’acqua, ma se chiedete tutti vi sanno dire dove andare. Purtroppo il sentiero non è segnalato neanche dopo e ad un tratto si arriva in un punto, a ridosso del fiume, pieno di erbaccia, tronchi, pietre…. se uno non lo sa, penserebbe che il sentiero finisca lì! Invece occorre risalire il fiume, fino ad arrivare a cascatelle che scendono dalle pareti rocciose. Credo che, nei giorni e nelle ore più calde estive, dia gusto anche farci il bagno!

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Poi siamo tornati indietro, velocemente e facilmente. Al parcheggio consiglio di lavarsi i piedi in una delle fontanelle di acqua fredda che sono presenti. Davvero un toccasana!!

Siamo poi partiti alla volta di Foce, alle pendici del Monte Vettore, da dove partiva il sentiero che avremmo fatto il giorno seguente. Lì c’era un area camping libera, senza servizi ma solamente con una fonte d’acqua. Purtroppo, arrivati a Foce, una triste sorpresa: a causa di normative dell’ Ente Parco, quell’area era stata messa a pagamento, pur mantenendo però l’assenza di servizi. Occorre tesserarsi ad un’associazione (€ 10) per rispettare la normativa di campeggio nel Parco Nazionale, e poi pagare € 4 a notte. Insomma, abbiamo pagato € 28 in totale per stare su un pezzo di terra. Personalmente questa soluzione mi ha rattristato perchè è stata una delle motivazioni che ha fatto sì che a Ferragosto Foce fosse deserta. Molti dei pochi campeggiatori presenti ci hanno confermato che, mentre gli anni passati era una zona piena di turisti e persone, ora questa nuova regolamentazione ne ha scacciati molti. A parità di prezzo, poco più, scelgo altre zone, o vado in altri luoghi dove ci sono B&B o Agriturist che almeno mi danno un bagno decente!! Spero che con i soldi “guadagnati” piano piano realizzino dei servizi così da giustificarne il costo.

Comunque, noi eravamo decisi a vivere un’avventura selvaggia, quindi… ci siamo accampati lo stesso. Quella notte, però, fu una delle notti più fredde della mia vita!! Uno sbalzo termico pauroso. Fortuna il grande falò che ci ha raccolti tutti e ha permesso di chiacchierare con gli altri campeggiatori, facendoci anche un goccetto di liquore!

La prima giornata sui Sibillini è così terminata. Nel prossimo post, vi racconterò la nostra avventura sul Lago di Pilato!!

A presto!

Cate

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